Milanese viene costretto ad eseguire sei volte il tampone per verificare eventuali positività al Covid-19

Milano, 27-05-2020, la denuncia di un cittadino residente nella storica Via Padova, denuncia di essere stato obbligato all’esecuzione del tampone per risquotere la pensione.

Un cittadino Italiano, 68 anni, nato e cresciuto a Milano, di cui non verrà diffuso il nominativo, è stato vittima di uno spiacevole episodio di razzismo. Come tutti i 27 del mese, si recava presso la solita banca di quartiere per il ritiro della pensione, da febbraio è gli è stato impedito l’accesso alla sede in quanto la moglie è Cinese.

“All’ingresso in sede, l’operatore mi ha invitato ad uscire, sostenendo che avrei potuto contrarre il virus a seguito di un contatto con popolazione cinese, ovvero mia moglie Xing” racconta il cittadino. “Sono spostato da 50 anni, mia moglie vive in Italia da 55 anni, quando ancora ragazza si traferì con la sua famiglia di contadini dalla provincia del Guangdong”.

Non c’è stato verso per l’anziano cittadino di avere libero accesso alla sede della banca. Soltanto in presenza della documentazione di esecuzione del tampone gli è stato concesso l’accesso. Sono sei i tamponi eseguiti, uno per ogni richiesta di accesso, costati oltre 2500 euro.

Ora è stato aperto un processo giudiziario, l’accusa è quella di razzismo e xenofobia. Sarà il tribunale a decidere!

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